Di notevole valore artistico ed architettonico, nonché di grande interesse storico, è il santuario di San Francesco la cui costruzione risale al XV sec.
Con portale in stile gotico, conserva oltre alle reliquie del Santo anche dipinti di pregevole fattura e di enorme valore storico e artistico.
La costruzione del monastero risale all’anno 1472 quando San Francesco in compagnia di un mastro muratore paolano partì da Paola per recarsi a Paterno alla ricerca di un suolo sul quale doveva sorgere il monastero.
Pare che San Francesco si sia reso irreperibile all’arrivo a Paterno dei soldati del re Ferrante venuti a catturarlo: “Egli era in chiesa dove tante volte l’avevano cercato, ma si era reso invisibile ai loro occhi”.
Si racconta che, nel momento in cui si doveva collocare un pesante architrave sul portale, gli operai si rifiutarono di dare una mano dicendosi stanchi dall’enorme fatica della giornata.
Frate Francesco, allora, lo prese con una mano e lo mise a posto.
Il sopraccitato architrave è attualmente in tre pezzi per due spacchi e si regge miracolosamente.
Nella lunetta del portale intorno al 1520 fu eseguito l’affresco del Santo di Paola a mezzo busto con teste angeliche, forse come era apparso in San Pietro al rito della canonizzazione.
Il portico è sormontato da una loggia rinascimentale. Il campanile fu eretto nella seconda metà del XVI sec. e la cella campanaria è dotata di quattro campane.
La chiesa è a due navate. La prima, principale, ospita gli altari di S. Teresa d’Avila, del Beato Tommaso Felton, martire minimo inglese, del Beato Nicola da Longobardi, laico minimo di Longobardi (CS), di S. Michele Arcangelo e l’altare maggiore. Nella navata piccola trovano invece posto gli altari della Madonna del Carmine, della Madonna del Miracolo, di S. Lucia e di S. Francesco, in origine tutti in muratura. Le pale degli altari, tranne il quadro del B. Tommaso, risalgono al ‘700 e sono opera dei pittori Francesco Bruno (S. Lucia, 1750) e Cristoforo Santanna (SS. Annunziata, 1785, B. Nicola, 1786, oltre a varie altre tele raffiguranti il Battesimo di Gesù e la Madonna del Carmine con i santi Antonio e Teresa, conservate nel museo conventuale). Nell’abside la grandiosa pala dell’Annunziata è sormontata da una tela molto più piccola raffigurante l’Eterno Padre, ed è contornata da altre quattro rappresentanti S. Giovanni Battista, S. Pietro, S. Paolo e S. Francesco, di autore ignoto.
Altre opere di pregevole fattura sono, in chiesa, il tronetto del presbiterio, la nicchia delle reliquie in noce intarsiato e il coro (purtroppo in avanzata decadenza), e, in sacrestia, il lavabo del coro, opera del 1786 dello scultore Giovanni Posteraro di Lago (CS), e soprattutto il settecentesco soffitto a cassettoni.
Tra le reliquie del Santo conservate nell’apposita nicchia c’è un Ossicino di S. Francesco, offerto al Santuario dal Generale dei Minimi P. Castiglione, un Cappuccio, una funicella, calzari in stoffa di S. Francesco, e due suoi Codici Liturgici, una Pentola metallica servita per la cucina del Convento e strumento di molti miracoli (anche recenti), e una delle pietre sulle quali il Santo partendo per la Francia, lasciò impresse le orme dei piedi.
si presenta come un corpo unico con il sopra descritto Santuario e il Convento dei Frati, che fino a qualche anno fa è stata sede di noviziato per le nuove “leve” dei Minimi.
Le parti del Convento di grande interesse sono il chiostro ed il refettorio:
Il chiostro su sei archi ogivali per lato, poggianti su altrettante colonne, offre ai visitatori un senso di armonia e luminosità. Nel corridoio, da un lato, vi sono 31 lunette con affreschi del Seicento raffiguranti alcuni tra i più grandi prodigi operati dal Santo a Paterno. Dall’altro lato vi sono affrescati busti di religiosi dell’ordine dei Minimi vissuti prima della metà del Seicento, insigni per virtù e cultura.
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Il refettorio è una grande sala tramezzata da due file di colonne corinzie ottagonali, collegate con archi che sostengono il soffitto, rivestite di tavole arabescate. Sulla parete di fondo vi è un affresco raffigurante “l’Ultima Cena” risalente al Cinquecento e in buone condizioni di conservazione.
All’esterno della chiesa meritano una visita la fornace e la grotta.
Come arrivare: indicazioni stradali